Mai la rabbia l'aveva sfiorata.
Mai,quella lontana perplessità l'aveva scalfita in quei dì di poesia.
Ma adesso sì.E sentiva solo delle voci degne del peggiore gulag.
Già.Già.
*** Non era una questione di formalità,era semplicemente una dolcissima qualità alla salsedine e tofu...***
Stava sdraiata su un fianco, come aveva sempre fatto ogni volta che leggeva con concetrazione.
Le lancette dell'orologio sembravano solo uno stupido aggroviglio dettato di necessità che non sentivo, l'unico contatto era con un cuscino che si era ben adattato alla mia schiena di cui tutto si può dire fuorché che sia diritta.
Stava succedendo l'ennesima volta, come capitava da una decina di anni a questa parte ogni singola volta che si avvicinava a fogli di carta di media qualità, niente odori trascendentali,aveva sempre optato, e lo fa tutt'ora, per libri brossura di scarsa qualità.Cambiava ben poco dai grandi nomi nei grandi libri delle grande case editrici delle grandi librerie. Non succedeva lo stesso per i libri sovietici,lì i traduttori erano fondamentali e per sua grande sorpresa,le versioni nascoste nei piccoli mercati erano più esaltanti ed incalzanti di quelle originali, poche pretese e tanta sostanza, tutto ciò che non veniva professato dai giovani linguisti aggrovigliati nelle loro stesse parole.Ho aspettato due anni per leggerlo,abbandonato li nella libreria di volumi più o meno interessanti accartocciati tra offerte e consigli tristemente universitari.
Aveva detto, con perplessità attorno che "l'avrebbe letto quando sarebbe arrivato il giusto momento",bizzarra scelta per un libro come tanti altri che portava l'autore che avevi amato di più tra le centinaia di pagine lette negli anni.
Era il tuo preferito,lo custodivi così gelosamente che non volevi sprecarne le parole,nel momento sbagliato.
Quale momento migliore se non adesso, picco massimo d'evoluzione personale?
E' innegabile il rendesi conto che le cose erano/sono cambiate molto negli ultimi tempi.Come il libro costudito nella tua piccola personale libreria, finalmente erano usciti fuori quegli angoli e quelle scatole di cui conoscevi l'esistenza ma non la consistenza ne i veri e crudi contenuti.
Hai osservato gli ultimi mesi senza poter mettere ancora alla tua barca.Adesso quella di Fedro si sposta di città in città senza sosta,con un ospite a bordo. La mia si sposta ancora più velocemente, da quartiere a quartiere con un ospite diventato membro d'equipaggio che ogni mattina,portatami la colazione impara dal manuale in cuccietta i termini base per porter gestire una partenza mentre ancora riposo tra le lenzuola.
E adesso mancano le ultime quaranta pagine di quel bel libro,di quel curioso mattone di cui sottolinei piccole parti.E lo costudirai ancora per un paio d'ore,prima che torni nella libreria con un altro sapore.
E ti rendi conto di averlo letto finalmente quel libro, perché..perché adesso è l'ennesimo giorno in cui cambiare città.
Ti guardi attorno, osservi l'ennesimo porto su cui poter prendere appunti in attesa di vedere la prossima montagna superato il fiume...e c'è il sole e non mi rimane solo da pensare all'ennesimo cappello da indossare,contro un vento deliziosamente fresco...
A thing doesn’t exist because we have never observed it. The reason we have never observed it is because we have never looked for it. And the reason we have never looked for it is that it is unimportant, it has no value and we have other better things to do.
R. Pirsing - Lila
Giorgia.
Bruno Lauzi.
Ammasso di parole,pensieri,opere e omissioni si sono ammassati davanti la galleria all'interno di un'autostrada inglese.Tutti sono scesi dalle loro piccole macchine a guardare la grande montagna bloccata.
Lavatrici,piatti,bicchieri.Creme per capelli,tappi di bottiglia.Tutto lì.Un unico impasto.E tante cicche.Sigarette fottute.
Psicosomatico è la parola del mese.Il mio corpo fa finta di comandarmi,io nemmeno ci parlo tanto e cammino sulle panchine,cantando.Alterno Giorgia a Saturnina,accetto inviti da sconosciuti senza senso, ballo con tanti tamarri attorno con gli occhi verso il cielo,vado a feste con parenti in cui prendo le trentenni single,le riempo d'alcool e finisco per essere la promotrice di un gruppo alcolico che barcolla che parla di locali,pezzi di merda e alcol.Con l'occhio del padre tra l'orgoglioso ed il perplesso.Ed un bicchiere di limoncello.
Gli aperitivi troppo lunghi,gli appunti sempre più corti.Tentativi musicali estremi.
Non ho perso la bussola,decisamente peggio.
Paolo Fox mi ha piazzato al dodicesimo posto.
Tentativi d'equilibrio:rimandata a settembre.Ma che cazzo di creatura sono,cristo.
Sospiro.
Musica classica.
C'è un posacenere accanto a me,sto fumando nella notte come non facevo da anni.Sono una casa non mia da giorni con una persona che nella mia di vita c'è da un pò,per fortuna.Dice nonostante tutto l'animo solitario.
Un lunghissimo fine settimana all'insegna del nulla.Due anime vagano in pigiama,il trucco sbavato e le lunghe serate con progressione alcolica deleteria.
Ho uno strano mood allegro e rilassato da post film:spesso accade che un'aura ti rapisca dopo un film.Eternal sunshine rivisto dopo millenni,quando il colore con la ricrescita lo sopporti con tranquillità. Il piede poggiato sulla tastiera,la coperta bianca per quei dolci e disgraziati peli del gatto.
Tentativi di cena approssivativi:involtini di melanzane con tanta buona volontà,radio italia e la lavastoviglie,oggetto per me assolutamente inutile.
E i concerti,la street parade del primo maggio. Il carro pieno di gente di simil punk si fa avanti per le strade,ti senti felice ma lontana. Ti siedi sul prato,guardi le bancarelle di vecchie spillette sovietiche e cerchi di interpretarne le scritte con lo sguardo perplesso della venditrice annoiata. Si beve in compagnia,i rifornimenti dello zaino.Si mangia,tu solo osservi.Ormai l'appetito ti ha abbandonato da settimane,lo stomaco vuoto non produce alcun rumore.Gli occhi sono svegli,la città è ancora piena di luce,si avvicina l'estate.Cerchi qualcosa ma non sai cosa. Si gira l'angolo,abbandoni con gentilezza la compagnia al loro triste destito alimentare e raccatti con un vecchio amico tanto lontano da secoli una birra rossa dietro un vicolo da una ragazza deliziosa che si presta a pulire i tavolini,è dannatamente presto e noi siamo gia visionari. A casa c'è la mia mini borsa con un paio di pantaloni ed il solito vecchio pigiama.
Andiamo in due tra la gente,il caos.E' arrivata la sera,i cliché da manifestazione ci sono tutti e senti la tua pelle crollare.Sei sempre più anziana,ogni passo di più.Ma balli a ritmo,ti prendi in giro e sorridi agli sconosciuti che sono fuori dalla realtà e guardano un punto fisso.Sorseggi la tua birra con gli orecchini grandi grandi che si scorgono tra gli ormai chilometrici capelli.Fa parte del fottuto gioco.C'è gente sorda in giro.C'è la piazzetta del centro storico,centro nevralgico della cultura,della distruzione e di quella gioventu stanca a metà,per convenienza.Saltelli per un vicolo buio,decina di creature si limitano ad orinare.Si fai inghiottire dalla città,ormai è notte inoltrata e i gruppi suonano.Tu rubi alcolici dal rivenditore americano di fiducia.Mangi controvoglia su invito altrui,sento i miei pensieri che lentamente cominciano ad allontanarsi.Ti ritrovi vicino ad una lunga discesa a parlare della tua testa di cocomero. E ti rendi conto di essere solo una stupida che si prende in giro,che ha bisogno di uscire dalla piscina per tirare un lunghissimo reeespiro.E capisci tante cose.Basta uno sguardo.
Poi torni a casa,c'è il gatto che it aspetta e la testa continua a vagare,tranquilla.Sei vecchia ma forse non così tanto.E canto dopo aver fatto colazione con un pezzo di pane e Paolo Fox. E i libri rimasti in borsa,già.
Avevo in mente di riprendere da dove avevo lasciato con descrizione di lunghi paesaggi,visi ed impressioni ma il mio corpo non era d'accordo e si spento. Le luci della centrale elettrica sono esplose in mille pezzi,la natura così volle e la mente dovette piegarsi.
Questa simpatica azione mi ha portato a stare in pigiama in compagnia degli orsacchiotti blu disegnati male, mi ha obbligata a girarmi nel letto , il naso sfiorava il muro con le scritte in russo lasciate in un momento di disperazione grammatico linguistica. I programmi in tv trascorrevano con una lentezza sdegnante.
Così,presa dalla riflessioni,mi sono ritrovata tanta gente fuori dallo spazio e dal tempo tra i piedi, dovevo trovare dei pensieri su cui sbattere.Sopprimere i progetti ,le azioni e gli eventi e pensare alla mia vita in uno stato di purezza assoluta.
Stanza bianca, petali di rosa e basta.E io.
Ho un'infinità di cose da dirmi e
non trovo le parole
Metto così tanti pensieri in fila che si perdono sconnessi e mi rendo conto che riuscire a dargli una forma da presentare il pubblico in sala diventa sempre più complicato, è come se saltassi ed ad ogni contatto della mia pianta del piede col suolo,la forza aumentasse e lo slancio si moltiplicasse. Continuo a saltare più in alto,guardare aree più ampie con curiosità e divertimento. Non ho il tempo di afferrare nulla che va di nuooovvooo in ariiiaaaaaaaaa.....e così i fiori che sembrano minuscoli sono belli da guardare ma chissà che profumo hanno..
quelle più giuste
ho il coraggio di dirmele
le più sincere no
Ordine,pulizia,dedizione. Rendersi conto che il proprio modo di agire è lo stesso di una donna delle pulizie,è rispecchiato da quell'occhio truccato in maniera violenta eppure non riesco a parlare. Mi guardo attorno e mi nego le parole per paura di pensare e creare immagini che potrebbero avere ripercussioni interessanti sulla mia vita. La sincerità mi fa paura,su di me.La negazione è la salvezza,eliminata quella rimane uno stupendo e tetro oblio.
posso fare a meno di me
lo posso dimostrare
io senza me posso andare a mare e
mi troverei divertente
insieme a tanta altra gente
La testa sul pupazzo colorato,esco in mezzo alla folla,rido e mi escludo. con divertimento, mi faccio il solletico con le mie stesse dita. Sono lì,sono rilassata,nulla mi turba.Le parole vengon giù come passi di ballo,affascinanti ed automatici. Mi sorrido a tratti e mi mangio le verità assolute con sorrisi amari che di cupo non hanno nulla, di alcolico troppo.
sono me stesso quando non mi imito
e non mi vesto bene
(come vesti tu)
Trovo la forza di alzarmi,la nausea è a livelli esasperanti. Mi sento pesante,l'aria è pesante e la lampadina bruciata non aiuta l'atmosfera è pesante anche lei.
Mi trovo davanti quel grande specchio del cesso senza trucchi ne inganni e riesco,nonostante tutto, a trovare ancora nuove forme per i miei capelli.
se il mio cane non dimostra affetto
allora è come me
Sento una lieve glaciazione dal rumore quasi impercepibile. Gli occhi sono così incastrati all'interno della faccia che risultano un 'opera tagliata a pezzetti. Le parole tagliano e suggeriscono chiavi di lettura che volano via senza remore. Vorrei fumare tante sigarette ma la gola è in sciopero,le caramelle si susseguono e non addolciscono un cazzo.
io posso avere un difetto
ma è da dimostrare
E cura tanto i passi tra la sua stanza e il salotto.Dalla finestra si scorgono le vicine che passano con le buste della spesa.Gli alimenti in offerta sono sempre gli stessi,conti con le mani i secondi esatti che trascorreranno tra un convenevole e l'altro ed indovini con precisione acuta. Anche se.Infatti. Ma comunque.
anche se solo io non ci sto
continuerò all'infinito
a vivere da solo ancora
se non va bene allora
ci riproverò
Il cellulare è spento, faccio non confidenze e mi butto sulla lettura traumatico tardo romantico francese. Mi interesso,a tratti sbadiglio - thé -
Io ci provo e ci riproverò.
Adesso i giorni in gabbia sono finiti, influenza dell'anno è arrivata ed ha distrutto.
Adesso si torna a respirare dopo più di 96 ore trascorse in un posto ormai sconosciuto.
E adesso non ci sono i pupazzi e le tazzine da caffé,non solo quello almeno.
E allora respira e magari magari comincia a riscrivere la tua canzone. Dalla fine.
se non va bene allora
tutti a casa
Ecco,se per voi non va bene fate compagnia all'argenteria.
Io esco, c'ho l'universo di fronte e il cuore mi batte in simbiosi con tutto il resto.
E non starnutisco più. Vado a fumare in balcone dalle mie vecchi e mediocri edere.Deliziose.
[[Sono guarita.Sono una persona felice.]]
S.
E poi cosa è successo?
Di cose ne son successe tante,forse troppe.[Rumore di mitragliatrice[. Mi hanno chiamato decine di volte quelli di Cento Vetrine,mi volevano per scrivere nuovi episodi. Facce, discussioni,canti ed esami. Tanti mesi sono volati e nemmeno so se sono autorizzata a scrivere nel blog di qualcuno che forse nemmeno sono io,sono più. Ma ricordo la chiave d'accesso, so solo quella. Trentasei ore a casa e riprendere a fare sport, studiare, voglio di andare al cinema e lavorare sui miei pensieri.Ferretti non sarebbe fiero di me.
Le parole sentono l'urgenza di uscire in protesta manco fossimo a Praga decenni fa ma continuo a cancellare senza pietà righe su righe. Incipit fatti a pezzi con sospiri.
E questo è solo un tentativo iniziale e mi scuso con tutto quello che c'è attorno.
Mai come adesso,dopo mesi e anni di sorrisi nonostante tutto sono desiderati.Saturnina sta per addormentarsi, veleni della quotidianità.Disse così il dottore invisibile.
Ha vagato per le città, è tornata indietro, ha fatto esami inutili e visto la nebbia ad aprile.
Ha trovato fogli per caso ed ha sorriso, ha visto foto e nemmeno riusciva a collocarle.
Era il sette agosto quando la strada non riuscì più a vederla, era estate ed era anche colorita in viso,evento così raro da lasciar comprendere che il filo che seguiva regolarmente nei suoi passi era andato disperso dietro l'angolo .Ha visto così tanto da essere rimasta sconvolta dal vento,dal caldo e dalle dediche altrui. E ha finalmente messo l'ultimo pezzo a quel puzzle di vita che serviva per poter subire la metamorfosi.
Sì, quelle due cose installate nella mia schiena non sono puntine,ma forse un principio di ali.
Mi è caduta la pelle,ne sta crescendo di nuova e tracce di rughe non ce ne sono anche se i primi capelli bianchi si fanno notare.
E allora rieccola,
bentornata disse tutto il mondo attorno.
Giorgia.
MI servono delle parole in affitto, mi serve un 'anima da prendere ad un mercato a causa di questa vita fuori dal tempo e dalle date sempre piu lontane da acquistare.
Rifletto,sorrido e deduco.
DA piu di tre settimane non conosco piu le mie di pareti,conosco pareti lontane vicine all'occhio come lo fossero sempre state.
Non so da dove ricominciare,un treno di parole si scontra alla velocità della luce.
La mia cara Polonia, i corsi di ballo, i mille aneddoti, il karaoke nottorno, la zubrowska, ti ricordi quando siamo state lì al bar con la coppa alla frutta a parlare del mondo cara slovena?, il tango con dei bastoni di scopa, la pasta notturna, i balletti nel corridoio, decine di bigliettini anonimi a te indirizzati tutti mediamente scritti male e pieni di tenerezza, l'olandese libero come una butterfly, il mio ballerino ungherese durante le notti nei club, il metallaro che ballava la salsa ubriaco, nessuno parla inglese in quello stato, la serbia come meta di futuro viaggio, le zuppe nelle "cene"delle 3 del pomeriggio, correre quella notte alle 4:24 am per prendere il tram che va a slovianska con quell'emblema dell'incomprensione di piotrec, prendere annotazioni discutibili nel mio libretto riguardante la mia terra natia e gli abitanti che la compongono, l'autobus perso per andare all'orto botanico, i risvegli dolci da parte del greco da te non ben accetti,l'unica con i capelli neri in tutta la città, i piedi scalzi e le bolle blu nel piedi, il misterioso bombolone in testa dopo una notte sbronzissima senza ricordarmi come tutto ciò sia accaduto, che poi mi mancava veramente?, sai cantare le canzoni in polacco, l'estone ti confessa i peggiori segreti della sua vita, sei l'unica con un 'integrita morale nel gruppo,la ragazza dai capelli piu strani e lo stile piu riconoscibile, la caccia al tesoro per poznan, ballare il cha cha con l'ucraino al centro di un centro commerciale, pane e formaggio, il cioccolato della notte, le corse per l'ostello, cuba che avrebbe venduto la sua anima per te, oddio il giorno dello shampoo!, piove a luglio per due giorni, c'è la foresta,la festa dopo la festa della festa, non si dorme piu, yoga alle 10 di mattina, occhi chiusi/rossetto violetto e danza a non finire, gli automi mi fanno una pippa.
Torna a Palermo.
RIschia di perdere l'aereo.
NOn dormo bene da ormai 24 giorni.Ieri sera passavo lo straccio nel dormitorio alle 4:20.
I nuovi. IL capobanda, Non riesco a prendere le note perchè non riesco a fermare il tempo, non riesco a carpire -le mie- di idee, una nuova dimensione parallela.
E' qualcosa di troppo pesante da explain al momento, si distruggerebbe la tastiera.
SAt(o quello che ne rimane)